Articoli sulla RebecchiLupa
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CAPRARA SENZA FRENI: "PUNTIAMO AL SESTO POSTO"
| Da La Cronaca del 23.08.2009 |
Mentre l'addetto stampa Paolo Ghilardi snocciola i successi di Gianni Caprara, lui rimane impassibile. Subito dopo prende la parola e precisa: «E' bello sentire quanto hai fatto, ma non amo guardare indietro. Mi piace molto pensare al presente e al futuro». Vale a dire, alla Rebecchi Lupa.E' il giorno della presentazione dello staff tecnico; accanto a Caprara siedono il suo secondo Mauro Chiappafreddo e l'assistente Guido Marangi. Ma i riflettori, come è naturale, sono tutti sull'allenatore iridato, che ha scelto Piacenza, sono parole sue, per continuare a migliorarsi.«La finale del mondiale - racconta - l'ho vista una sola volta, per caso. Il passato è alle spalle, il futuro è stimolante».Lo è anche per tifosi e dirigenti, che lo ascoltano un po' sorpresi. La società ha seniore indicato lasalvezza come unico obiettivo, Caprara dimostra di non accontentarsi: «Puntiamo al sesto posto. Lo so, il traguardo è ambizioso e difficile, ma non impossibile».Roba da strabuzzarsi gli occhi, per una neopromossa che si è sempre mossa con i piedi di piombo.«Sono convinto che disputeremo una buona annata, una di quelle da ricordare. La società ha lavorato molto bene e mi ha accontentato in tutto e per tutto, dallo staff alle giocatrici».Al di là del sesto posto, qual è l'obiettivo più importante?«Vedere la squadra che cresce gradualmente, anche se in fatto di preparazione faremo una scelta particolare».Vale a dire?«Vogliamo essere competitivi fin da subito, dunque in queste settimane non effettueremo una preparazione atletica esagerata. Dal punto di vista psicologico ottenere subito risultati sarebbe importante, anche se con questa decisione dobbiamo mettere in preventivo un calo verso gennaio-febbraio».Com'è la qualità della rosa?«Mi soddisfa al cento per cento, sono arrivate giocatrici motivate e con grandi stimoli. Ho a disposizione un gruppo competitivo, che ha una grande voglia di dimostrare il proprio valore. E poi ho atlete duttili e la possibilità di giostrare le giocatrici come meglio credo».Una campagna acquisti incentrata proprio su questo concetto di duttilità, specialmente per quanto riguarda le schiac-ciatrici.«Da un punto di vista tecnico ho ragazze che come livello sono molto vicine una all'altra. Per questo posso anticipare che avremo bisogno di tutti, sarà impossibile puntare esclusivamente su un sestetto. Alla fine del campionato almeno dieci ragazze saranno rimaste in campo per lo stesso numero di set».Scelta dettata da cosa?«Una decisione presa durante la campagna acquisti. Non volevamo effettuate spese folli, non deve essere quella la nostra politica».Cosi avete scelto un'altra strada rispetto a quella che avevano percorso negli ultimi anni le formazioni in lotta per la salvezza: non più un martello pesante a cui affiancare cinque giocatrici discrete, ma una rosa equilibrata.«I martelli pesanti non venivano se non a cifre altissime. Allora abbiamo puntato su un discorso differente».Che tipo di pallavolo ha in mente?«Cercherò di impostare un cam-biopalla molto efficace e una difesa attenta. In ogni set dovremo avere un pallone in più delle nostre avversarie per il contrattacco. E poi chiederemo punti anche alla battuta e al muro».Ha parlato di una partenza sprint e di un buon cambiopal-la. Non avere la Rondon fino a dopo gli Europei potrebbe essere un problema?«Certamente da un punto di vista è un handicap. Ma io cerco gli aspetti positivi e allora dico che per lei sarà la prima volta in una rassegna continentale, un'esperienza fantastica, perché la Nazionale ti dà cose che un club non può offrirti. Certo, quando Giulia tornerà dovrà essere umile e con i piedi ben piantati per terra, ma su questo non ho grossi dubbi».Cosa può dare un campione del mondo alla Rebecchi Lupa?«Io sono qui per migliorarmi e credo di aver trovato la società giu-sta. Se lo pretendiamo dalle giocatrici dobbiamo farlo anche noi. Io e i dirigenti abbiamo caratteristiche complementari. Loro sono equilibrati, seri e razionali, io un po' più aggressivo e ambizioso. Insieme possiamo fare cose importanti, se ognuno di noi prenderà qualcosa dagli altri».Parla come se dovesse aprire un ciclo.«Perché no? Il contratto è di un anno, ma le basi ci sono. E io lascio le società solo per due motivi: o perché ci sono squadre che offrono condizioni migliori o perché qualcuno lede la mia dignità personale. E questo è successo».La Al a 12 squadre con la formula che cambia in continuazione, tante squadre con problemi economici. Come vede la pallavolo in rosa?«Ci sono grandi difficoltà e società che faticano a pagare. Bisogna andare verso un ridimensionamento, io sono venuto a Piacenza accettando una riduzione del 30 per cento rispetto al precedente ingaggio. Eppure ci sono voluti cinque minuti per trovare un accordo. Ho tanti difetti, ma capisco quello che sta accadendo».Vedremo anche sua moglie Irina Kirillova in palestra a dare una mano?«No, mia moglie gioca».Inutile insistere, di più non dice. Rumors la danno vicino a Novara,ma questa è un'altra storia. Adesso bisogna pensare alla Rebecchi Lupa.Matteo Marchetti